Paesaggi Italiani del Romanticismo

Paesaggi Italiani del Romanticismo. Pittura e letteratura.

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Ernst Ferdinand Oehme, Villa d’Este a Tivoli, 1833, Albertinum Dresda

 

Un’esposizione delle Collezioni d’arte Dresda in collaborazione con la Fondazione “Parco Fürst Pückler Bad Muskau”.
Nuovo Castello, Bad Muskau. Dall’11 maggio al 21 agosto 2016. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Ancora fino al 21 agosto, quindi ancora poco meno di un mese, sarà possibile ammirare un’esposizione temporanea a Bad Muskau dedicata ai paesaggi italiani nel periodo del Romanticismo.

Tivoli e la Campagna Romana, Capri, il Golfo di Napoli, maestoese montagne all’orizzonte, luminose vedute del Mar Mediterraneo, dignitose architetture antiche e il mondo delle piante mediterranee: “il bel paese”, l’Italia nell’attenzione di scrittori e artisti delle arti figurative al centro di questa esposizione straordinaria.

L’Italia paese delle brame, “il bel paese”, una delle méte più amate del mondo, già agli inizi del XIX secolo attirava i visitatori e viaggiatori. Nel primo XVIII secolo furono soprattutto i nobili a scoprire “turisticamente” il paese, il più delle volte nell’ambito del “Grand Tour”. più tardi saranno anche i borgehsi interessati alla cultura a spingersi verso sud: viaggi d’istruzione e divertimento, collezionisti, ricercatori e naturalmente artisti, tra cui architetti, scultori, pittori nonchè scrittori, alla ricerca di nuove esperienze ed ispirazioni, non di rado in fuga verso il mito e l’idillio di una ipotetica Arcadia.

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Hermann von Pückler-Muskau (1840), disegno a matita colorata di MoritzDafflinger, Wikipedia

 

Anche il Principe Hermann Fürst von Pückler-Muskau (1785-1871), un nobile sassone-prussiano e visionario di grande spirito, si sperimentò in Italia come autore di viaggio. La sua passione si rivolgeva in particolare all’arte dei giardini, e questo in un’epoca, in cui il paesaggio italiano divenne il nuovo ideale dei giardini paesaggistici che dall’Inghilterra si stavano diffondendo in tutta Europa. In maniera molto mirata e precisa il principe realizzò dal 1815 al 1845 il Parco Muskau, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
L’area di uno tra i più grandi giardini paesaggistici d’Europa presenta una notevole varietà con le sue ampie distese di prati, venerandi alberi, sentieri sinuosi, laghi pittoreschi, ponti e costruzioni maestose. Non stupisce più di tanto, in quanto il giardino come opera d’arte del principe era espressamente pensato come museo: “Un parco deve essere come una pinacoteca, ad ogni paio di passi bisogna vedere una nuova immagine”.

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Il Nuovo Castello, 2012, dopo gli ingenti lavori di restauro. Wikipedia

 

Il parco e il suo centro architettonico, il Nuovo Castello, creano così un luogo ideale per l’esposzione straordinaria, nella quale la rappresentazione e la percezione dell’Italia da parte di scrittori e artisti delle arti figurative  entrano in un dialogo immediato. Si potranno ammirare 23 capolavori, dipinti paesaggistici di pittori tra cui Jakob Philipp Hackert, Ludwig Richter, Ernst Ferdinand Oehme, Carl Rottmann e Carl Blechen. I loro soggetti,Tivoli, Ariccia, la Campagna Romana, Amlafi, Capri e il Golfo di Napoli, rappresentano il paesaggio italiano per eccellenza. Per la maggior parte si tratta di dipinti di artisti di lingua tedesca. Alcuni di questi sono da considerarsi punti cardinali della mostra permanente all’Albertinum di Dresda, altri invece non si sono fino ad oggi mai potuti esibire in pubblico. Grazie ad consistenti provvedimenti di restauro è stato per la prima volta possibile avvicinarsi da un punto di vista della storia dell’arte a questo patrimonio prezioso quanto ricco di sfaccettature, inserendolo nel contesto della su aepoca di realizzazione (dal 1780 al 1840 circa).

È proprio nel periodo del Romanticismo che in Germania la pittura si trova in una relazione particolarmente stretta con la letteratura. Uno dei punti di partenza tra i più incisivi di queste proiezioni dipinte e scritte nelle terre del sud, il “Viaggio in Italia” di Goethe, fu pubblicato per la prima volta nel 1816. Nel 2016 si annovera il 200° anniversario, un’ulteriore occasione per mettere in mostra e far parlare le due impostazioni. Testi scelti di questo classico della letteratura, così come di suoi contemporanei che a loro volta intrapresero viaggi in Italia, tra cui Johann Gottfried Seume, Madame de Stael o Wilhelm Waiblinger, permettono di viviere il paesaggio italiano al di là di un solo genere d’arte. Con il Romanticismo inizia il fascino tipicamente tedesco per la “terra dove fioriscono i limoni” (Goethe), coinvolgendo, salvo qualche piccola eccezione e spaccatura, allora  come oggi ampie parti della società.

Paesaggi italiani del Romanticismo (in tedesco)

 

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