Sotto i cieli italici – Nostalgia d’Italia dal Romanticismo al Realismo

Sotto i cieli italici. Mostra Albertinum dal 10.2. al 28.4.2017

Max Klinger, Il Colosseo a Roma, 1888, olio su tela, Albertinum / Galerie Neue Meister © SKD, Foto: Estel/Klut

Nel XIX secolo, l’Italia era un luogo magnetico per numerosi viaggiatori provenienti dal nord Europa, tra cui artisti del calibro di Carl Blechen, Camille Corot e William Turner, senza dimenticare Oswald Achenbach e Max Klinger. In Germania, fu Johann Wolfgang von Goethe ad alimentare in modo persistente il forte desiderio di andare a sud con la sua opera “Viaggio in Italia”, pubblicata per la prima volta nel 1816/17.

In una delle sue lettere, Heinrich Von Kleist definì il cielo blu di Dresda “italico”, esprimendo così tutta la sua profonda nostalgia della vivida luce di un paese che non incantava soltanto per i suoi siti antichi e cristiani e la sua ricchezza di arte rinascimentale, ma anche per i suoi paesaggi. In questo senso, la città di Roma divenne un nuovo centro di interesse artistico, dove vi si recavano artisti di diverse nazionalità speranzosi di trovarvi impulsi e ispirazione per le loro creazioni.

È proprio questo entusiasmo mai sopito per il “paese in cui fioriscono i limoni” che l’esposizione “Sotto cieli italici. Dipinti dell’Italia del XIX secolo tra Lorrain, Turner e Böcklin” intende indagare nelle sale dell’Albertinum di Dresda. Con ben 130 opere, la mostra propone una panoramica completa e invita il pubblico a prendere parte a un viaggio fortemente immaginifico attraverso il “bel paese”. A tal proposito, la mostra pone in assoluto risalto il ricco patrimonio delle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden (Collezioni d’Arte Statali di Dresda). Numerosi dipinti sono stati restaurati appositamente per la mostra e saranno mostrati al pubblico per la prima volta.

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Gustav Adolf Kuntz. Fruttivendola romana

La presentazione si compie nel contesto di dipinti esemplari provenienti dalla Gemäldegalerie Alte Meister, nonché di opere scultoree dell’antichità e del XIX secolo tratte dalla collezione di sculture. Proprio all’ingresso della mostra, i visitatori sono accolti dal dipinto “Paesaggio costiero con Aci e Galatea”, realizzato intorno alla metà del XVII secolo da Claude Lorrain, che innalzò la pittura paesaggistica a genere preminente e che, insieme a Nicolas Poussin, fu preso a riferimento da tanti artisti nel corso dei secoli. Proseguendo, davanti agli occhi dei visitatori si apre un impressionante caleidoscopio di immagini tutte dissimili dell’Italia, che spaziano dall’epoca del classicismo e del romanticismo (Julius Schnorr von Carolsfeld, Ernst Ferdinand Oehme, Ludwig Richter, Carl Blechen) fino alle correnti del realismo, in cui il sogno arcadico cede gradualmente il posto a un più forte confronto con la realtà, anche grazie a un‘esperta percezione della natura fondata sullo studio all’aria aperta (Oswald Achenbach, Adolph Menzel). Al contrario, nella seconda metà del secolo i cosiddetti “Deutsch-Römer” (tedeschi romani) s’ispirarono ancora più intensamente all’arte dell’antichità e del rinascimento (Arnold Böcklin, Anselm Feuerbach, Hans von Marées). La successione delle posizioni artistiche consente di gettare uno sguardo sul mondo in mutazione dalla cultura agraria al paesaggio industriale, dalla prima apertura al turismo in carrozza o a piedi a quello in nave a vapore o in treno del tardo XIX secolo.

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Joseph Mallord William Turner. Baia italiana

Le opere degli artisti di lingua tedesca dialogano con quelle di straordinari contemporanei internazionali del calibro di Camille Corot, Johan Christian Dahl e William Turner. La loro pittura plasmò le aspettative e i punti di vista di tante generazioni di viaggiatori in Italia. I quadri trasportano il pubblico in un viaggio attraverso un paese di vegetazione rigogliosa e suggestivi luoghi desolati, di clima mediterraneo e luce intensa, in grado di mettere le ali alla fantasia e alla voglia di viaggiare di ciascuno.

Al termine del percorso si può ammirare la fascinazione contemporanea per l’Italia, con il pubblico che diventa parte della mostra. Mediante una campagna fotografica rivolta ai visitatori, infatti, è stato possibile dar vita a un panorama composto di odierne e personalissime impressioni di viaggio.

La mostra riunisce dei prestiti preziosi, tra cui alcuni provenienti dalla Tate Gallery di Londra, dal Museo Thorvaldsen di Copenaghen, dai Musei Statali di Berlino, nonché dalle Bayerischen Staatsgemäldesammlungen (Collezioni statali di dipinti della Baviera) e dal Museo Städel di Francoforte.

La mostra offre un ampio e variegato programma di immagini e comunicazione concepito per i visitatori di ogni età. Visite guidate tematiche prenotabili singolarmente e speciali seminari per gli asili e le scolaresche, le famiglie, i gruppi e i singoli visitatori trasmettono tutto il fascino dell’Italia del XIX secolo. Si potrà scegliere tra diversi formati in base al gruppo target: ad esempio, si potrà optare per una conferenza di Florian Illies; una serata cinematografica, durante la quale sarà proiettato il leggendario film “Go Trabi Go” in presenza del protagonista Wolfgang Stumph; una passeggiata-concerto in compagnia dell’Ensemble Vocal Concert Dresden o un viaggio d’esplorazione letterario con annesso laboratorio di scrittura per scolari.

Sotto cieli italici.  Dipinti dell’Italia del XIX secolo tra Lorrain, Turner e Böcklin
Dal 10 Febbraio al 28 maggio 2017
Una mostra dell’Albertinum, Museo del Moderno. Sculture e Nuovi Maestri. Dresda

Sede della mostra: Albertinum, Georg-Treu-Platz, 01067 Dresden
Orari di apertura al pubblico:  Tutti i giorni, dalle 10:00 alle 18:00. Chiuso il lunedì.

Due pubblicazioni complementari sulla mostra permettono un approfondimento:

“Il paesaggio italiano nel romanticismo. Pittura e letteratura”, edito dalle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden, Andreas Dehmer, Sandstein Verlag Dresden 2016, 104 pagine, 42 illustrazioni per lo più a colori, 19,80 € / 12,00 € [Edizione museale], ISBN 978-3-95498-229-5

“Dipinti dell’Italia dal romanticismo al realismo. Pittura del XIX secolo”, edito dalle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden, Heike Biedermann e Andreas Dehmer, Sandstein Verlag Dresden 2017, 196 pagine, 133 illustrazioni per lo più a colori, 29,80 € / 19,80 € [Edizione museale], ISBN 978-3-95498-268-4

Entrambi i volumi insieme:
“Sotto cieli italici”, 2 volumi, volume 1: “Il paesaggio italiano nel romanticismo. Pittura e letteratura”; volume 2: “Dipinti dell’Italia dal romanticismo al realismo. Pittura del XIX secolo”, editi dalle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden, Heike Biedermann e Andreas Dehmer, Sandstein Verlag Dresden 2017, 300 pagine, 175 illustrazioni per lo più a colori, 39,80 € / 29,80 € [Edizione museale], ISBN 978-3-95498-293-6

Inoltre, sarà pubblicato un opuscolo dei “Dresdener Kunstblätter”, pubblicazione trimestrale delle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden –, vol. 61 (2017), opuscolo 1, concernente la “Nostalgia dell’Italia”. Sandstein Verlag Dresden 2017, 80 pagine, 52 illustrazioni per lo più a colori, 5 €, ISBN 978-3-95498-278-3

Con il gentile sostegno di: skd-unterstutzer

Staatliche Kunstsammlungen Dresden ◦ Sezione Stampa e Comunicazioni ◦ Direttore: Dott. Stephan Adam
Residenzschloss ◦ Taschenberg 2 ◦ 01067 Dresden
Tel.: +49 (0)351 4914 2643 ◦ Fax: +49 (0)351 4914 2366 ◦ presse@skd.museumwww.skd.museum

Paesaggi Italiani del Romanticismo

Paesaggi Italiani del Romanticismo. Pittura e letteratura.

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Ernst Ferdinand Oehme, Villa d’Este a Tivoli, 1833, Albertinum Dresda

 

Un’esposizione delle Collezioni d’arte Dresda in collaborazione con la Fondazione “Parco Fürst Pückler Bad Muskau”.
Nuovo Castello, Bad Muskau. Dall’11 maggio al 21 agosto 2016. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Ancora fino al 21 agosto, quindi ancora poco meno di un mese, sarà possibile ammirare un’esposizione temporanea a Bad Muskau dedicata ai paesaggi italiani nel periodo del Romanticismo.

Tivoli e la Campagna Romana, Capri, il Golfo di Napoli, maestoese montagne all’orizzonte, luminose vedute del Mar Mediterraneo, dignitose architetture antiche e il mondo delle piante mediterranee: “il bel paese”, l’Italia nell’attenzione di scrittori e artisti delle arti figurative al centro di questa esposizione straordinaria.

L’Italia paese delle brame, “il bel paese”, una delle méte più amate del mondo, già agli inizi del XIX secolo attirava i visitatori e viaggiatori. Nel primo XVIII secolo furono soprattutto i nobili a scoprire “turisticamente” il paese, il più delle volte nell’ambito del “Grand Tour”. più tardi saranno anche i borgehsi interessati alla cultura a spingersi verso sud: viaggi d’istruzione e divertimento, collezionisti, ricercatori e naturalmente artisti, tra cui architetti, scultori, pittori nonchè scrittori, alla ricerca di nuove esperienze ed ispirazioni, non di rado in fuga verso il mito e l’idillio di una ipotetica Arcadia.

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Hermann von Pückler-Muskau (1840), disegno a matita colorata di MoritzDafflinger, Wikipedia

 

Anche il Principe Hermann Fürst von Pückler-Muskau (1785-1871), un nobile sassone-prussiano e visionario di grande spirito, si sperimentò in Italia come autore di viaggio. La sua passione si rivolgeva in particolare all’arte dei giardini, e questo in un’epoca, in cui il paesaggio italiano divenne il nuovo ideale dei giardini paesaggistici che dall’Inghilterra si stavano diffondendo in tutta Europa. In maniera molto mirata e precisa il principe realizzò dal 1815 al 1845 il Parco Muskau, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
L’area di uno tra i più grandi giardini paesaggistici d’Europa presenta una notevole varietà con le sue ampie distese di prati, venerandi alberi, sentieri sinuosi, laghi pittoreschi, ponti e costruzioni maestose. Non stupisce più di tanto, in quanto il giardino come opera d’arte del principe era espressamente pensato come museo: “Un parco deve essere come una pinacoteca, ad ogni paio di passi bisogna vedere una nuova immagine”.

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Il Nuovo Castello, 2012, dopo gli ingenti lavori di restauro. Wikipedia

 

Il parco e il suo centro architettonico, il Nuovo Castello, creano così un luogo ideale per l’esposzione straordinaria, nella quale la rappresentazione e la percezione dell’Italia da parte di scrittori e artisti delle arti figurative  entrano in un dialogo immediato. Si potranno ammirare 23 capolavori, dipinti paesaggistici di pittori tra cui Jakob Philipp Hackert, Ludwig Richter, Ernst Ferdinand Oehme, Carl Rottmann e Carl Blechen. I loro soggetti,Tivoli, Ariccia, la Campagna Romana, Amlafi, Capri e il Golfo di Napoli, rappresentano il paesaggio italiano per eccellenza. Per la maggior parte si tratta di dipinti di artisti di lingua tedesca. Alcuni di questi sono da considerarsi punti cardinali della mostra permanente all’Albertinum di Dresda, altri invece non si sono fino ad oggi mai potuti esibire in pubblico. Grazie ad consistenti provvedimenti di restauro è stato per la prima volta possibile avvicinarsi da un punto di vista della storia dell’arte a questo patrimonio prezioso quanto ricco di sfaccettature, inserendolo nel contesto della su aepoca di realizzazione (dal 1780 al 1840 circa).

È proprio nel periodo del Romanticismo che in Germania la pittura si trova in una relazione particolarmente stretta con la letteratura. Uno dei punti di partenza tra i più incisivi di queste proiezioni dipinte e scritte nelle terre del sud, il “Viaggio in Italia” di Goethe, fu pubblicato per la prima volta nel 1816. Nel 2016 si annovera il 200° anniversario, un’ulteriore occasione per mettere in mostra e far parlare le due impostazioni. Testi scelti di questo classico della letteratura, così come di suoi contemporanei che a loro volta intrapresero viaggi in Italia, tra cui Johann Gottfried Seume, Madame de Stael o Wilhelm Waiblinger, permettono di viviere il paesaggio italiano al di là di un solo genere d’arte. Con il Romanticismo inizia il fascino tipicamente tedesco per la “terra dove fioriscono i limoni” (Goethe), coinvolgendo, salvo qualche piccola eccezione e spaccatura, allora  come oggi ampie parti della società.

Paesaggi italiani del Romanticismo (in tedesco)