Della bellezza e grandezza

Della bellezza e grandezza. Ritratti romani e percezione barocca. Esposizione della Collezione delle Sculture nella Sala del Mosaico dell’Albertinum.

Dal 22 luglio al 6 novembre 2016. Dal martedì a domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.
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Ritratto Settimo Severo su busto barocco, 200-211 d.C., dalle Collezioni Brandenburghesi, a Dresda tra 1723 e 1726

La Collezione delle Antichità di Dresda è una delle più antiche collezioni principesche-reali di Dresda e una tra le collezioni di antichità più grandi e più antiche al di fuori dell’Italia. I pezzi, che all’Albertinum sono visibili dietro ad ampie vetrate a vista, sono attualmente in attesa della loro nuova collocazione della sala est della Galleria Semper davanti al Zwinger. Dal 2oo2, l’anno dell’esondazione dell’Elba, seguito dalla ristruttrazione dell’Albertinum e dalla sua riapertura come Casa del Moderno, le sculture antiche e barocche non erano più state presentate al pubblico in maniera adeguata.

L’esposizione mostra una selezione di circa 50 tra ritratti e statue antiche e barocche. I ritratti, opere plastiche tra autenticità ed idealizzazione, giocavano un ruolo decisivo nella definizione e comunicazione di identità politiche, sociali e della società, rivolgendosi con messaggi diversi agli antichi spettatori. Nella Roma antica erano presenti ovunque, come una delle più antiche forme d’arte, soprattutto ritratti di bambini, donne, politici, condottieri e dell’elite dei reggenti. Esposti in piazze pubbliche, avevano sulla popolazione un effetto come un mass media. Nel XVI e XVII secolo queste opere, a volte conservate solo in maniera frammentaria, venivano completate con impegnativi e rappresentativi busti di pietra colorata o riprodotti in stile antico. Nei primi anni del XVIII secolo giunsero a Dresda provenienti dalle Collezioni Brandeburghesi di Federico Guglielmo I. (1688-1740) e dalle collezioni romane dei Principi Chigi.

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Ritratto di Caracalla, 1728, acquistato dalla collezione Flavio  Chigi, 210-220 d.C.

 

La presentazione pone l’attenzione su queste sculture, che rappresentano il cuore della collezione, veramente particolare in quanto a qualità e dimensioni. Tra gli oggetti si trovano opere straordinarie come la statua dell’imperatore romano Antonino Pio (150-160 d.C.), il ritratto di sua moglie Faustina (circa 140 d.C.) su di un sontuoso busto barocco in marmo colorato oppure il busto della cosidetta Caligula di porfido (XVII secolo), un acquisto a cui Augusto il Forte teneva molto per via del prestigioso materiale. In prestito dalla Volta Verde è esposto tra gli altri un pezzo di Johann Melchior Dinglinger e Balthasar Permoser, rappresentante un antico cameo di un imperatore romano in una preziosa incastonatura. Nel XVIII secolo si riteneva che il ritratto fosse quello dell’imperatore romano Augusto. Augusto il Forte e il suo omonimo avevano in comune la propria fama come reggente e patrono delle arti.

Questa intenzione di infondere vita alle antiche tradizioni e la dimostrazione delle pretese principesche è quanto intedeva Gianlorenzo Bernini con la sua affermazione che “il ritratto dovesse esaltare il bello e creare grandezza”.

Della bellezza e grandezza. Ritratti romani e percezione barocca. (in tedesco)

Dal 22 luglio al 6 novembre 2016. Dal martedì a domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.
Immagini: www.skd.museum