Sotto i cieli italici – Nostalgia d’Italia dal Romanticismo al Realismo

Sotto i cieli italici. Mostra Albertinum dal 10.2. al 28.4.2017

Max Klinger, Il Colosseo a Roma, 1888, olio su tela, Albertinum / Galerie Neue Meister © SKD, Foto: Estel/Klut

Nel XIX secolo, l’Italia era un luogo magnetico per numerosi viaggiatori provenienti dal nord Europa, tra cui artisti del calibro di Carl Blechen, Camille Corot e William Turner, senza dimenticare Oswald Achenbach e Max Klinger. In Germania, fu Johann Wolfgang von Goethe ad alimentare in modo persistente il forte desiderio di andare a sud con la sua opera “Viaggio in Italia”, pubblicata per la prima volta nel 1816/17.

In una delle sue lettere, Heinrich Von Kleist definì il cielo blu di Dresda “italico”, esprimendo così tutta la sua profonda nostalgia della vivida luce di un paese che non incantava soltanto per i suoi siti antichi e cristiani e la sua ricchezza di arte rinascimentale, ma anche per i suoi paesaggi. In questo senso, la città di Roma divenne un nuovo centro di interesse artistico, dove vi si recavano artisti di diverse nazionalità speranzosi di trovarvi impulsi e ispirazione per le loro creazioni.

È proprio questo entusiasmo mai sopito per il “paese in cui fioriscono i limoni” che l’esposizione “Sotto cieli italici. Dipinti dell’Italia del XIX secolo tra Lorrain, Turner e Böcklin” intende indagare nelle sale dell’Albertinum di Dresda. Con ben 130 opere, la mostra propone una panoramica completa e invita il pubblico a prendere parte a un viaggio fortemente immaginifico attraverso il “bel paese”. A tal proposito, la mostra pone in assoluto risalto il ricco patrimonio delle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden (Collezioni d’Arte Statali di Dresda). Numerosi dipinti sono stati restaurati appositamente per la mostra e saranno mostrati al pubblico per la prima volta.

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Gustav Adolf Kuntz. Fruttivendola romana

La presentazione si compie nel contesto di dipinti esemplari provenienti dalla Gemäldegalerie Alte Meister, nonché di opere scultoree dell’antichità e del XIX secolo tratte dalla collezione di sculture. Proprio all’ingresso della mostra, i visitatori sono accolti dal dipinto “Paesaggio costiero con Aci e Galatea”, realizzato intorno alla metà del XVII secolo da Claude Lorrain, che innalzò la pittura paesaggistica a genere preminente e che, insieme a Nicolas Poussin, fu preso a riferimento da tanti artisti nel corso dei secoli. Proseguendo, davanti agli occhi dei visitatori si apre un impressionante caleidoscopio di immagini tutte dissimili dell’Italia, che spaziano dall’epoca del classicismo e del romanticismo (Julius Schnorr von Carolsfeld, Ernst Ferdinand Oehme, Ludwig Richter, Carl Blechen) fino alle correnti del realismo, in cui il sogno arcadico cede gradualmente il posto a un più forte confronto con la realtà, anche grazie a un‘esperta percezione della natura fondata sullo studio all’aria aperta (Oswald Achenbach, Adolph Menzel). Al contrario, nella seconda metà del secolo i cosiddetti “Deutsch-Römer” (tedeschi romani) s’ispirarono ancora più intensamente all’arte dell’antichità e del rinascimento (Arnold Böcklin, Anselm Feuerbach, Hans von Marées). La successione delle posizioni artistiche consente di gettare uno sguardo sul mondo in mutazione dalla cultura agraria al paesaggio industriale, dalla prima apertura al turismo in carrozza o a piedi a quello in nave a vapore o in treno del tardo XIX secolo.

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Joseph Mallord William Turner. Baia italiana

Le opere degli artisti di lingua tedesca dialogano con quelle di straordinari contemporanei internazionali del calibro di Camille Corot, Johan Christian Dahl e William Turner. La loro pittura plasmò le aspettative e i punti di vista di tante generazioni di viaggiatori in Italia. I quadri trasportano il pubblico in un viaggio attraverso un paese di vegetazione rigogliosa e suggestivi luoghi desolati, di clima mediterraneo e luce intensa, in grado di mettere le ali alla fantasia e alla voglia di viaggiare di ciascuno.

Al termine del percorso si può ammirare la fascinazione contemporanea per l’Italia, con il pubblico che diventa parte della mostra. Mediante una campagna fotografica rivolta ai visitatori, infatti, è stato possibile dar vita a un panorama composto di odierne e personalissime impressioni di viaggio.

La mostra riunisce dei prestiti preziosi, tra cui alcuni provenienti dalla Tate Gallery di Londra, dal Museo Thorvaldsen di Copenaghen, dai Musei Statali di Berlino, nonché dalle Bayerischen Staatsgemäldesammlungen (Collezioni statali di dipinti della Baviera) e dal Museo Städel di Francoforte.

La mostra offre un ampio e variegato programma di immagini e comunicazione concepito per i visitatori di ogni età. Visite guidate tematiche prenotabili singolarmente e speciali seminari per gli asili e le scolaresche, le famiglie, i gruppi e i singoli visitatori trasmettono tutto il fascino dell’Italia del XIX secolo. Si potrà scegliere tra diversi formati in base al gruppo target: ad esempio, si potrà optare per una conferenza di Florian Illies; una serata cinematografica, durante la quale sarà proiettato il leggendario film “Go Trabi Go” in presenza del protagonista Wolfgang Stumph; una passeggiata-concerto in compagnia dell’Ensemble Vocal Concert Dresden o un viaggio d’esplorazione letterario con annesso laboratorio di scrittura per scolari.

Sotto cieli italici.  Dipinti dell’Italia del XIX secolo tra Lorrain, Turner e Böcklin
Dal 10 Febbraio al 28 maggio 2017
Una mostra dell’Albertinum, Museo del Moderno. Sculture e Nuovi Maestri. Dresda

Sede della mostra: Albertinum, Georg-Treu-Platz, 01067 Dresden
Orari di apertura al pubblico:  Tutti i giorni, dalle 10:00 alle 18:00. Chiuso il lunedì.

Due pubblicazioni complementari sulla mostra permettono un approfondimento:

“Il paesaggio italiano nel romanticismo. Pittura e letteratura”, edito dalle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden, Andreas Dehmer, Sandstein Verlag Dresden 2016, 104 pagine, 42 illustrazioni per lo più a colori, 19,80 € / 12,00 € [Edizione museale], ISBN 978-3-95498-229-5

“Dipinti dell’Italia dal romanticismo al realismo. Pittura del XIX secolo”, edito dalle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden, Heike Biedermann e Andreas Dehmer, Sandstein Verlag Dresden 2017, 196 pagine, 133 illustrazioni per lo più a colori, 29,80 € / 19,80 € [Edizione museale], ISBN 978-3-95498-268-4

Entrambi i volumi insieme:
“Sotto cieli italici”, 2 volumi, volume 1: “Il paesaggio italiano nel romanticismo. Pittura e letteratura”; volume 2: “Dipinti dell’Italia dal romanticismo al realismo. Pittura del XIX secolo”, editi dalle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden, Heike Biedermann e Andreas Dehmer, Sandstein Verlag Dresden 2017, 300 pagine, 175 illustrazioni per lo più a colori, 39,80 € / 29,80 € [Edizione museale], ISBN 978-3-95498-293-6

Inoltre, sarà pubblicato un opuscolo dei “Dresdener Kunstblätter”, pubblicazione trimestrale delle Staatlichen Kunstsammlungen Dresden –, vol. 61 (2017), opuscolo 1, concernente la “Nostalgia dell’Italia”. Sandstein Verlag Dresden 2017, 80 pagine, 52 illustrazioni per lo più a colori, 5 €, ISBN 978-3-95498-278-3

Con il gentile sostegno di: skd-unterstutzer

Staatliche Kunstsammlungen Dresden ◦ Sezione Stampa e Comunicazioni ◦ Direttore: Dott. Stephan Adam
Residenzschloss ◦ Taschenberg 2 ◦ 01067 Dresden
Tel.: +49 (0)351 4914 2643 ◦ Fax: +49 (0)351 4914 2366 ◦ presse@skd.museumwww.skd.museum

Il Paradiso in terra. Paesaggi fiamminghi da Bruegel a Rubens.

Una mostra speciale della Pinacoteca Antichi Maestri di Dresda nella Sala Lipsius a Dresda. Dal 1° ottobre 2016 al 15 gennaio 2017

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Paesaggio paradisiaco, J. Bruegel il giovane

La Pinacoteca degli Antichi Maestri annovera tra i suoi dipinti in inventario un vero e proprio tesoro con i paesaggi fiamminghi del XVI e XVII secolo. Nonostante il numero consistente e l’elevata qualità sono pressoché sconosciuti.

Con “Il Paradiso in terra. Paesaggi fiamminghi da Bruegel a Rubens” la Pinacoteca Antichi Maestri dedica a questo gruppo per la prima volta  un’ampia presentazione, preceduta da lunghi anni di ricerca e restauri, da cui sono emerse nuove conoscenze paragonabili ad una riscoperta delle stesse.

La mostra comprende 141 opere, tra cui preziosi prestiti dal Kunsthistorischen Museum a Vienna, dal Städel Museum a Francoforte, dal Rijksmuseum Amsterdam e dal Königlichen Museum der Schönen Künste ad Anversa (Museo delle belle arti). I dipinti sono affiancati da disegni e stampe grafiche provenienti dal Gabinetto delle Incisioni di Dresda e da un prezioso mappamondo dal Salone Matematico-Fisico di Dresda.

Un ricco catalogo illustrato, realizzato dalle curatrici Uta Neidhardt e Konstanze Krüger, con una prefazione di Stefan Koja, direttore della Pinacoteca Antichi Maestri e Sculture (edizione in tedesco), completa la mostra.
Per il 2019 è prevista la pubblicazione di un catalogo critico in tre volumi dedicato al patrimonio dei dipinti fiamminghi presenti in inventario.
Durante la mostra numerosi eventi, dialoghi d’arte, incontri e visite guidate invitano all’approfondimento.

Sala Lipsius (Kunsthalle Lipsiusbau): accesso dalla Brühlsche Terrasse ( a fianco dell’Albertinum)
Orari di apertura: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il 24.12. e il 31.12.2016.

18° Notte Bianca nei musei a Dresda

dresdner-museumsnachtDonne forti e giardini indiani – la NOTTE BIANCA NEI MUSEI A DRESDA

Il 17 settembre 2016 dalle 18 all’1 di notte sarà possibile immergersi nel panorama museale di Dresda e dintorni. Ben 47 musei a Dresda danno vita alla 18° edizione della NOTTE BIANCA NEI MUSEI A DRESDA invitando alla scoperta e all’ispirazione delle loro collezioni.

L’attività principale dei musei è quella di collezionare, conservare ed esporre.  Così il Museo Civico (Stadtmuseum) presenta singoli pezzi delle sue esposizioni, al Museo dei Trasporti (Verkehrsmuseum) saranno alcuni “pezzi prediletti”, al Castello Residenziale (Residenzschloss) invece “pezzi straordinari” . Nelle Collezioni Tecniche (Technische Sammlungen) gli oggetti esposti racconteranno gli ultimi 50 anni di storia. E naturalmente in molti musei saranno i maestri del restauro e i curatori a dialogare personalmente con il pubblico.

La lista e le proposte dei musei partecipanti è così lunga e varia come il panorama museale di Dresda. Continua a leggere

La città si festeggia con CANALETTO

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Fuochi d’artificio @Michael Schmidt

810 anni e non li dimostra! Dal 19 al 21 agosto Dresda festeggia il suo compleanno e lo fa con tanto di musica, feste per tutti i gusti e tutte le età, grande atmosfera, eventi, concerti, bontà da gustare, mercatini e bancarelle, variopinta, con allegria, fuochi d’artificio, parata storica e parata sul fiume, sport e divertimenti.

Patrono per questo straordinario weekend è “Bernardo Beloto deto Canaleto” come lui stesso soleva firmarsi nelle sue famose Vedute di Dresda. Sí, proprio lui, il famoso Bernardo Bellotto detto Canaletto, nipote di Antonio Canal, che nel 1747 giunse a Dresda come pittore alla corte di Augusto III e qui visse ben 11 anni, dipingendo, “fotografando” nei suoi dipinti la splendida città di Dresda e i suoi dintorni sulle rive del fiume Elba, e mettendo su famiglia. Ed è proprio una delle sue inquadrature più famose, la “Veduta di Dresda dalla riva destra dell’Elba”, da molti semplicemente definita come la “veduta del Canaletto” con il prospetto  di palazzi e chiese di Dresda  riflessi nell’Elba, apparentemente allineati sul ponte di Augusto e sulle mura rinascimentali della città.

Veduta Canaletto al tramonto

Veduta del Canaletto @Corinna Fiedler Vascotti 

Giunta ormai alla sua 18° edizione, la festa è pronta per accogliere  ben oltre mezzo milione di visitatori. Propone più di 20 siti e 9 palcoscenici, tra relax, diveritmenti, allegria, da un lato e dall’altro del fiume e distribuiti in tutta l’area del centro città.

È festa dovunque! Ce n’è per ogni età e per tutti i gusti, per famiglie e bambini, per amanti del folk e delle atmosfere medievali, mercati e bancarelle, concerti di musica leggera, rock e pop, musica classica, attività sportive e outdoor, spettacoli di danza e teatro, pittoresca parata storica, quest’anno in occasione del giubileo 800 anni Kreuzchor.

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Festa di Dresda

Senza dimenticare la tradizionale parata dei battelli storici sull’Elba (quest’anno c’è sufficiente acqua sotto la chiglia!) e le macchine a vapore sul lungofiume per la Festa dei piroscafi.
A coronare il tutto naturalmente gli spettacolari fuochi d’artificio che illuminano la notte concludendo la festa domenica alle 22:00!

Da non perdere:

  • Piazza del Teatro, sabato 19 agosto alle ore 19:00, concerto di apertura della festa open air con il Kreuzchor (coro della croce) davanti alla Semperoper, per inaugurare e celebrare gli 800 anni del lo storico coro di voci bianche;
  • Parata storica “Kreuzgang”, domenica 21 agosto  da Piazza del Teatro fino a Piazza del Mercato Vecchio passando per Postplatz, in occasione del giubileo 800 Kreuzchor e Chiesa Kreuzkirche (Chiesa della Croce);
  • “Dresden Entencup” ovvero la gara delle anatre di Dresda sul fiume Elba, promosso dai Lions Club di Dresda, domenica 21 agosto alle ore 15.15 appuntamento per tutti e in particolare per bambini e famiglie;
    • Spettacolari fuochi d’artificio, conclusione della festa, domenica 21 agosto alle ore 22:00.

      Volete vedere di più? Andate direttamente sul sito della festa http://www.dresdner-stadtfest.com
      oppure su Facebook https://www.facebook.com/DresdnerStadtfest/

Paesaggi Italiani del Romanticismo

Paesaggi Italiani del Romanticismo. Pittura e letteratura.

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Ernst Ferdinand Oehme, Villa d’Este a Tivoli, 1833, Albertinum Dresda

 

Un’esposizione delle Collezioni d’arte Dresda in collaborazione con la Fondazione “Parco Fürst Pückler Bad Muskau”.
Nuovo Castello, Bad Muskau. Dall’11 maggio al 21 agosto 2016. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Ancora fino al 21 agosto, quindi ancora poco meno di un mese, sarà possibile ammirare un’esposizione temporanea a Bad Muskau dedicata ai paesaggi italiani nel periodo del Romanticismo.

Tivoli e la Campagna Romana, Capri, il Golfo di Napoli, maestoese montagne all’orizzonte, luminose vedute del Mar Mediterraneo, dignitose architetture antiche e il mondo delle piante mediterranee: “il bel paese”, l’Italia nell’attenzione di scrittori e artisti delle arti figurative al centro di questa esposizione straordinaria.

L’Italia paese delle brame, “il bel paese”, una delle méte più amate del mondo, già agli inizi del XIX secolo attirava i visitatori e viaggiatori. Nel primo XVIII secolo furono soprattutto i nobili a scoprire “turisticamente” il paese, il più delle volte nell’ambito del “Grand Tour”. più tardi saranno anche i borgehsi interessati alla cultura a spingersi verso sud: viaggi d’istruzione e divertimento, collezionisti, ricercatori e naturalmente artisti, tra cui architetti, scultori, pittori nonchè scrittori, alla ricerca di nuove esperienze ed ispirazioni, non di rado in fuga verso il mito e l’idillio di una ipotetica Arcadia.

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Hermann von Pückler-Muskau (1840), disegno a matita colorata di MoritzDafflinger, Wikipedia

 

Anche il Principe Hermann Fürst von Pückler-Muskau (1785-1871), un nobile sassone-prussiano e visionario di grande spirito, si sperimentò in Italia come autore di viaggio. La sua passione si rivolgeva in particolare all’arte dei giardini, e questo in un’epoca, in cui il paesaggio italiano divenne il nuovo ideale dei giardini paesaggistici che dall’Inghilterra si stavano diffondendo in tutta Europa. In maniera molto mirata e precisa il principe realizzò dal 1815 al 1845 il Parco Muskau, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
L’area di uno tra i più grandi giardini paesaggistici d’Europa presenta una notevole varietà con le sue ampie distese di prati, venerandi alberi, sentieri sinuosi, laghi pittoreschi, ponti e costruzioni maestose. Non stupisce più di tanto, in quanto il giardino come opera d’arte del principe era espressamente pensato come museo: “Un parco deve essere come una pinacoteca, ad ogni paio di passi bisogna vedere una nuova immagine”.

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Il Nuovo Castello, 2012, dopo gli ingenti lavori di restauro. Wikipedia

 

Il parco e il suo centro architettonico, il Nuovo Castello, creano così un luogo ideale per l’esposzione straordinaria, nella quale la rappresentazione e la percezione dell’Italia da parte di scrittori e artisti delle arti figurative  entrano in un dialogo immediato. Si potranno ammirare 23 capolavori, dipinti paesaggistici di pittori tra cui Jakob Philipp Hackert, Ludwig Richter, Ernst Ferdinand Oehme, Carl Rottmann e Carl Blechen. I loro soggetti,Tivoli, Ariccia, la Campagna Romana, Amlafi, Capri e il Golfo di Napoli, rappresentano il paesaggio italiano per eccellenza. Per la maggior parte si tratta di dipinti di artisti di lingua tedesca. Alcuni di questi sono da considerarsi punti cardinali della mostra permanente all’Albertinum di Dresda, altri invece non si sono fino ad oggi mai potuti esibire in pubblico. Grazie ad consistenti provvedimenti di restauro è stato per la prima volta possibile avvicinarsi da un punto di vista della storia dell’arte a questo patrimonio prezioso quanto ricco di sfaccettature, inserendolo nel contesto della su aepoca di realizzazione (dal 1780 al 1840 circa).

È proprio nel periodo del Romanticismo che in Germania la pittura si trova in una relazione particolarmente stretta con la letteratura. Uno dei punti di partenza tra i più incisivi di queste proiezioni dipinte e scritte nelle terre del sud, il “Viaggio in Italia” di Goethe, fu pubblicato per la prima volta nel 1816. Nel 2016 si annovera il 200° anniversario, un’ulteriore occasione per mettere in mostra e far parlare le due impostazioni. Testi scelti di questo classico della letteratura, così come di suoi contemporanei che a loro volta intrapresero viaggi in Italia, tra cui Johann Gottfried Seume, Madame de Stael o Wilhelm Waiblinger, permettono di viviere il paesaggio italiano al di là di un solo genere d’arte. Con il Romanticismo inizia il fascino tipicamente tedesco per la “terra dove fioriscono i limoni” (Goethe), coinvolgendo, salvo qualche piccola eccezione e spaccatura, allora  come oggi ampie parti della società.

Paesaggi italiani del Romanticismo (in tedesco)

 

Della bellezza e grandezza

Della bellezza e grandezza. Ritratti romani e percezione barocca. Esposizione della Collezione delle Sculture nella Sala del Mosaico dell’Albertinum.

Dal 22 luglio al 6 novembre 2016. Dal martedì a domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.
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Ritratto Settimo Severo su busto barocco, 200-211 d.C., dalle Collezioni Brandenburghesi, a Dresda tra 1723 e 1726

La Collezione delle Antichità di Dresda è una delle più antiche collezioni principesche-reali di Dresda e una tra le collezioni di antichità più grandi e più antiche al di fuori dell’Italia. I pezzi, che all’Albertinum sono visibili dietro ad ampie vetrate a vista, sono attualmente in attesa della loro nuova collocazione della sala est della Galleria Semper davanti al Zwinger. Dal 2oo2, l’anno dell’esondazione dell’Elba, seguito dalla ristruttrazione dell’Albertinum e dalla sua riapertura come Casa del Moderno, le sculture antiche e barocche non erano più state presentate al pubblico in maniera adeguata.

L’esposizione mostra una selezione di circa 50 tra ritratti e statue antiche e barocche. I ritratti, opere plastiche tra autenticità ed idealizzazione, giocavano un ruolo decisivo nella definizione e comunicazione di identità politiche, sociali e della società, rivolgendosi con messaggi diversi agli antichi spettatori. Nella Roma antica erano presenti ovunque, come una delle più antiche forme d’arte, soprattutto ritratti di bambini, donne, politici, condottieri e dell’elite dei reggenti. Esposti in piazze pubbliche, avevano sulla popolazione un effetto come un mass media. Nel XVI e XVII secolo queste opere, a volte conservate solo in maniera frammentaria, venivano completate con impegnativi e rappresentativi busti di pietra colorata o riprodotti in stile antico. Nei primi anni del XVIII secolo giunsero a Dresda provenienti dalle Collezioni Brandeburghesi di Federico Guglielmo I. (1688-1740) e dalle collezioni romane dei Principi Chigi.

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Ritratto di Caracalla, 1728, acquistato dalla collezione Flavio  Chigi, 210-220 d.C.

 

La presentazione pone l’attenzione su queste sculture, che rappresentano il cuore della collezione, veramente particolare in quanto a qualità e dimensioni. Tra gli oggetti si trovano opere straordinarie come la statua dell’imperatore romano Antonino Pio (150-160 d.C.), il ritratto di sua moglie Faustina (circa 140 d.C.) su di un sontuoso busto barocco in marmo colorato oppure il busto della cosidetta Caligula di porfido (XVII secolo), un acquisto a cui Augusto il Forte teneva molto per via del prestigioso materiale. In prestito dalla Volta Verde è esposto tra gli altri un pezzo di Johann Melchior Dinglinger e Balthasar Permoser, rappresentante un antico cameo di un imperatore romano in una preziosa incastonatura. Nel XVIII secolo si riteneva che il ritratto fosse quello dell’imperatore romano Augusto. Augusto il Forte e il suo omonimo avevano in comune la propria fama come reggente e patrono delle arti.

Questa intenzione di infondere vita alle antiche tradizioni e la dimostrazione delle pretese principesche è quanto intedeva Gianlorenzo Bernini con la sua affermazione che “il ritratto dovesse esaltare il bello e creare grandezza”.

Della bellezza e grandezza. Ritratti romani e percezione barocca. (in tedesco)

Dal 22 luglio al 6 novembre 2016. Dal martedì a domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.
Immagini: www.skd.museum

Porcellana Meissen 100 anni museo

IMG_20160322_151350Avete già visto tutto e ormai la Manifattura di Meissen non vi riserva più sorprese?
In occasione del centenario dall’apertura e allestimento della storica sala espositiva di Meissen, riapre dal 24 marzo 2016, il primo piano dello storico museo.
Dalle origini ad oggi, la nuova mostra racconta la storia in migliaia di immagini e pezzi di porecellana di stupefacente bellezza.
Attrazione particolare è l’allestimento di un bestiario di oltre 200 animali di porcellana creati in epoche diverse, che stimolarono la fantasia e creatività plastica degli artisti in particolare nel XVIII e XX secolo.

IMG_20160322_154635Dagli animali da palazzo, voluti a suo tempo da Augusto il Forte, ad animali da zoo e domestici in divertenti atteggiamenti, all’oroscopo cinese, ce n’è per tutti i gusti ed entusiasmano grandi e piccini.

Lasciatevi sorprendere, stupire, incantare e catturare alla scoperta di un mondo in figure, scene ed impressioni, ritratto in porcellana di Meissen!

Galleria immagini

RomAmor Festival a Dresda

plakat_romamor-715x430Un omaggio alla cultura Rom dal 1° al 30 aprile 2016 a Dresda.

(Dal blog Sassonia Turismo) Per oltre 600 anni, ovunque si stanziassero in Europa, le popolazioni Sinti e Rom andavano arricchendo le culture locali, lasciando tradizioni indelebili. Il flamenco in Spagna, la musica klezmer ebraica e la rumba cubana sono alcuni esempi delle espressioni artistiche introdotte dai nomadi. Il centro europeo per le Arti di Dresda Hellerau rende omaggio a queste popolazioni e ospita, dal 1° al 30 aprile 2016, il “Festival RomAmor” con un ricco programma di eventi, danze e musiche provenienti dal mondo Rom. Continua a leggere